Orgasmo

capitolo primo


E’ come un brivido che ti coglie all’improvviso, ti toglie il respiro. Eppure l’hai cercato, aspettato, voluto, ma quando arriva riesce a stupirti ogni volta. Inizia in mezzo alle reni con un formicolio leggero, ti chiedi cosa sia, cosa stia succedendo e poi cresce, si allarga e scende, prima piano, leggero come un brivido di freddo. Senti i muscoli della schiena che si irrigidiscono, non li controlli piu’, e’ qualcosa che sembra non appartenerti, non lo controlli, lo subisci e ne sei prigioniero.

Quando il primo spasimo ti prende il fondoschiena, scende nel mezzo amplificandosi rapidamente, allora ti rendi conto che e’ troppo tardi, i muscoli della schiena si tendono e ti senti spinto avanti senza ritegno, senza poterti opporre.

In quel momento capisci che sta arrivando l’orgasmo e sara’ forte, intenso, incontrollabile, ti senti perduto di fronte alla sua violenza pero’ ti piace e ti fa sentire forte, potente di fronte al miracolo che si ripete ancora una volta. Si, perche’ anche il respiro si accorcia, sembra che una mano gigantesca ti schiacci contro la femmina., il cazzo e’ ormai conficcato per tutta la sua lunghezza ma i tuoi muscoli continuano a premere contro la fessura spalancata.

I movimenti diventano scoordinati, sono sicuro che anche tu te ne stai accorgendo, fatico ad arretrare e la spinta successiva dentro il tunnel caldo e’ sempre piu’ violenta, la punta indugia contro l’utero e cerca di aprirsi la strada, faccio ruotare il bacino per sentirti meglio, indugio in fondo, esco lentamente e di colpo affondo.

Cosi’ mi  rendo conto di essere arrivato all’orgasmo, adesso mi sembra quasi di sentire lo sperma che spinge dalla base dell’asta e non posso fermarmi, non controllo i muscoli, non controllo la voglia bestiale che mi toglie il respiro. La mente ha ancora uno sprazzo di luciditŕ, ti guardo sotto di me con le gambe spalancate, trafitta sino alla radice, vedo i tuoi occhi spalancati e la tua bocca aperta, senti anche tu che sta per succedere qualche cosa di grande, di potente, di inevitabile.

“Lo sai che non devi venirmi dentro vero ? Non possiamo”, risento come in sogno le tue parole. “Non temere, so controllarmi, non sono un ragazzino, lasciati andare, fidati di me”, ricordo anche le mie, tranquillizzanti, sicure e vorrei riuscire a non tradire la tua fiducia. “No, il preservativo non mi piace, voglio sentirti tutto dentro di me….ma stai attento…ti prego”

Sono attimi, brevi e lunghissimi, i tuoi occhi nei miei, io dentro di te immobile, anche tu non respiri, sembra che tutto il mondo si sia fermato, che il tempo abbia smesso di scorrere, la stanza intorno e’ scomparsa. Lo spasimo ha raggiunto lo scroto, sento che avanza implacabile, credo di aver sbarrato gli occhi, forse li ho chiusi perche’ non vedo piu’ nulla, non voglio vedere nulla. Non e’ vero, vedo il tuo viso e lo trovo stupendo stupendo, uno spettacolo di lussuria e di desiderio, i tuoi occhi nei miei, la tua bocca spalancata vicino alla mia. Ed io dentro di te, tuo come tu sei mia.

Ma hai capito che sto per venire ? Ti accorgi che non riusciro’ a tirarlo fuori ? Devi capirlo dal mio sguardo implorante, dalla mia muta richiesta di aiuto. “Titty, non ce la faccio, sto per sborrarti  dentro!”. E’ una implorazione muta, come fai a non capirlo, a non renderti conto che non riesco ad impedirlo, fai qualche cosa tu, se ci riesci, io non piu’.

E’ incredibile come possano allungarsi le frazioni di secondo in certi momenti. Il tuo sorriso mi sembra crescere lentamente, con tenerezza, le tue mani sulla mia schiena scivolano verso il basso, mi prendono le chiappe dure e contratte, stai ruotando il bacino verso l’alto, mi sembra di entrare tutto nella tua vagina bollente e dolce,  non capisci che se fai cosi’ non riusciro’ ad uscirne ? Sei pazza, siamo pazzi di voglia e di piacere.

Anche le tue gambe mi stringono da dietro, sto entrando ancora di piu’ dentro di te, non so come sia possibile ma lo sento. Sento che la tua figa si sta contraendo, lunghe ondate che accarezzano la mia verga conficcata sino in fondo, me la stai mungendo con il tuo istinto di femmina, no, Titty, cosi’ non mi aiuti a mantenere la mia promessa, io non riusciro’ a farlo.

Ormai il formicolio ha raggiunto la base del cazzo, sento le palle fremere, un altro spasimo e’ partito nella schiena, e’ iniziato le reni come il primo ma questo mi sembra anche piu’ forte.

No, devo reagire, devo divincolarmi ed uscire da te, appoggiare il cazzo lungo e duro sulla tua pancia e allagare senza ritegno il tuo ventre ed il mio.

Punto le braccia, sollevo il busto, cerco di muovere le ginocchia ma mi hai avvinghiato troppo stretto, muovendomi ti trascino con me. Il mio corpo si separa dal tuo ma i nostri sessi restano uniti come fossero una persona sola, come se i nostri sessi si fossero completati reciprocamente.

Adesso non puoi non aver capito il mio estremo tentativo di fuggire da te ma perche’ non mi aiuti ? Lo senti dalla mia cappella che si gonfia sempre di piu’ che sto per venire, che il seme sta ribollendo alla base del cazzo, che tra un attimo esplodera’ dentro di te, aiutami, ti prego.

Ti guardo sotto di me, adesso stai ansimando anche tu, muovi la testa da un lato all’altro, un suono roco ti esce dalla gola ed i tuoi occhi sono chiusi, santo cielo, stai venendo ! Si, stai godendo, proprio adesso che avrei bisogno di tutta la tua lucidita’, godi, urli il tuo piacere, spalanchi le gambe e mi vuoi dentro di te nel momento del piacere estremo.

La prima esplosione arriva di sorpresa, l’ho attesa e voluta dall’inizio ma sembra che tutto il mio corpo si stia schiacciando dentro di te, non voglio arrendermi, non posso scaricarti tutta la mia sborra infondo alla figa, devo uscire, forse sono ancora in tempo. Mi muovo anche se debolmente ma i tuoi occhi adesso si spalancano, duri, freddi, quasi cattivi, l’hai sentito anche tu il calore del mio seme che ti sta allagando. Ti sollevi verso di me, mi abbracci e con la bocca spalancata divori la mia, sei calda, umida, come un’altra figa in calore risucchi la mia lingua.

Ho capito, Titty, ho capito. Mi arrendo al secondo spasimo, quello piu’ forte, lascio scaricare il mio piacere dentro di te, poi un terzo, dolce e lungo, un quarto. Mi divori la lingua come una ossessa, i tuoi fianchi si muovono, la figa mi munge il cazzo, sento che spingi per farmi venire piu’ in fondo, se fosse possibile. Ed il tuo respiro, frequente, roco, di bestia vincente, di femmina che sta divorando il maschio. Adesso gli spasimi sono continui,  partono dalla base del cazzo e lo percorrono tutto ma senza violenza, un piacere lungo che fa perdere la testa, un calore che prende tutto il corpo, il ventre, il busto, brividi di piacere sino alla nuca. Finalmente mi sono arreso, mi lascio venire, non sono piu’ schizzi rapidi e violenti, e ‘ come un fiume che scorre tranquillo verso valle, un fiume di sborra che ti allaga l’utero. E tu che godi, adesso sento le tue contrazioni intense e lunghe, il tuo corpo stretto al mio vibra come il mio, siamo fusi nell’orgasmo, uniti dal piacere..

Il tuo respiro non e’ piu’ ansimante ma quasi un sussurro, il rantolo di piacere ha lasciato il posto ad una cantilena di piacere, non c’e’ piu’ violenza tra di noi, solo godimento lungo e dolce.

Ho la testa confusa, la tua lingua nella mia bocca ha smesso la sua danza frenetica, sento le tue labbra morbide sulle mie ed il seno duro schiacciato contro il mio petto, non mi muovo, non l’ho fatto da quando ho perso la testa, adesso non voglio uscire da te, mi piace sentirti stretta intorno al membro, fremente e calda di piacere.

Mi accorgo del sudore sulla mia schiena, mi provoca un brivido di freddo ma e’ bello il contrasto con il tuo corpo caldo e morbido. Sollevo la testa e ti guardo, sei bellissima, rilassata dal piacere, sembra impossibile che solo un attimo fa al tuo posto ci fosse una pantera famelica, sei tenera, dolce. I tuoi capelli sono sparsi sul cuscino, neri e ricci, non ti ho mai vista cosi’ bella e attraente.

Anche tu adesso hai aperto gli occhi e ti guardi intorno, sembra che fatichi a recuperare la realta’ intorno a noi, a ricordare i momenti prima di questo. Cerco di sorriderti ma tu non ricambi, vedo nuvole scure passare nelle tue pupille, con le mani stai accarezzandomi la schiena, sembra che tu voglia faticosamente ritornare al mondo e dio ho paura di quel momento.

Sono ancora dentro di te, mi sento cosi’ a mio agio che quasi me ne stavo dimenticando, l’asta ha perso un po’ della sua durezza e lentamente scivola fuori, e’ bello sentirla spremuta e sazia. Mi abbasso per baciarti, ho voglia di dirti quanto sei bella e la gioia che mi hai dato ma tu giri il viso di lato, mi respingi quasi con violenza, ti divincoli per scacciarmi dal tuo corpo, cerchi di liberarti da questo peso ingombrante che ti opprime. Io non voglio, ho bisogno di sentirti ancora, di comunicarti la tenerezza che ho dentro ma sei implacabile, non ti riconosco Titty.

Pigramente con la testa bassa mi alzo, sfilo il cazzo con lentezza e mi alzo in piedi a fianco del letto, di fronte a te. Hai ancora le gambe spalancate la figa aperta circondata dal pelo nero e riccio lucido di piacere, non posso staccare gli occhi da questo osceno e conturbante. Ti vedo allungare una mano, infilare il medio nella fessura e subito ritrarlo umido seguito da un rivolo di sperma bianco che cola sul lenzuolo, tu non lo vedi ma hai capito che c’e’.

 

continua...


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