Patrizia
capitolo primo
Questa volta sono stato davvero poco previdente, anzi, direi un po’ stupido ma succede. Pero’ ho attenuanti dopo aver passato la notte da Cinzia a Milano. Cenetta in famiglia e poi abbiamo scopato sino alle ore piccole, sembrava che non ne avessimo mai abbastanza. Suo marito ci serviva docilmente a letto ma Cinzia non l’avevo mai vista cosi’ insaziabile.
Non so quante ore ho dormito, poche sicuramente, mi sono svegliato tardi e lei mi aveva preparato la colazione, suo marito era uscito presto, poi ho fatto la doccia, mi sono vestito e ho raggiunto la porta per correre all’aeroporto.
Mi e’ venuta vicina, in vestaglia trasparente, tenera, calda, con addosso un profumo di sesso inebriante, il bacio di saluto e’ finito di nuovo nel letto. Mi ha spogliato con furia, succhiato mugolando e poi si e’ impalata sul mio cazzo di nuovo duro e lungo. Ho perso il senso del tempo ma sapevo di averne poco, gli aerei non aspettano. L’ho presa, girata e inculata senza scrupoli, poi nella figa a pecora, poi in bocca, poi….non lo so. So soltanto che abbiamo urlato come animali godendo insieme mentre le sparavo di nuovo tutta la mia sborra nella figa.
Accidenti e’ tardi, l’ho realizzato in ascensore dopo aver evitato il bacio di addio con Cinzia, non so come sarebbe finito ed io ho l’aereo alle 12 da Linate per Monaco di Baviera. Cazzo, sono gia’ quasi le 11, ormai non lo prendo piu’.
Esco dal garage come una furia evitando uno scooter con in cima una ragazzina con le cosce fuori nonostante l’aria frizzante di Milano, siamo pur sempre in Novembre. Per fortuna l’ora di punta del traffico e’ passata, arrivo a Lambrate alla svelta, infilo viale Forlanini e prima delle 11:30 parcheggio a Linate. C’e’ molto posto, e’ caro ma e’ comodo il parking dell’aeroporto, comunque io resto solo un paio di giorni. Domani c’e’ un convegno a Monaco e dopo domani sono gia’ di ritorno.
Arrivo come una furia al bancone ma sembra che nessuno abbia fretta. Cazzo, ci metto poco a capire che sono in sciopero i controllori di volo del Nord Italia, sciopero duro questa volta, nessun volo parte e nessun volo arriva. Il tabellone e’ pieno di voli cancellati, qualcuno in ritardo ma niente dall’estero.
E adesso come faccio ? Domani mattina devo essere a Monaco e non c’e’ nessun volo che mi ci porti, ma perche’ non ho visto il televideo o almeno qualche telegiornale ? La risposta che mi do mi fa sorridere per un secondo, adesso di prendere un treno non se ne parla nemmeno, saranno tutti iper-prenotati e poi non mi va di passare tante ore in una carrozza ferroviaria piena e con il divieto di fumare per giunta.
Intorno c’e’ intorno il solito popolo dei viaggiatori, turisti, uomini d’affari, tutti costernati e seduti sui bagagli, meno male che io ho solo una valigetta con il computer ed un cambio di biancheria.
Sono incazzato con me stesso, se lo avessi saputo avrei rimandato o sarei partito ieri sera ma il pensiero fugace di Cinzia mi fa scartare l’ipotesi. Insomma una soluzione l’avrei trovata se non fossi stato a scopare per tutto il tempo da ieri pomeriggio sino ad un’ora fa. Mi sento ancora un piacevole formicolio nelle palle che mi consola, pero’ il problema bisogna pur risolverlo.
Chiamo in ufficio ma nessuno puo’ aiutarmi, oggi proprio non ne imbrocco una.
Guardo distrattamente il popolo dei viaggiatori appiedati e non mi entusiasma, anzi il contrario. Mi sembra addirittura di riconoscere una collega che ho incontrato qualche volta e che mi guarda sorridente. Non mi ricordo come si chiama ma e’ inconfondibile, non sarebbe neanche una brutta figa ma si concia in modo impossibile. Un aspetto da “Donna Letizia”, vestita da post femminista con gonnellone a fiori, scarpe basse, culo basso, capisco perche’ non abbiamo mai legato.
Anche lei si e’ accorta che l’ho vista e si avvicina implacabile. “Ciao, tu devi essere Gabriele vero ? Anche tu stai andando a Monaco ?”. Annuisco sconfortato, oggi sembra che le sfighe siano infinite.
“Si, ma purtroppo non credo che ci arriveremo” Sorride troppo, ho il sospetto che abbia qualche cosa in testa di poco piacevole.
“Senti, io non ho la patente ma tu sono certa di si. Perche’ non noleggiamo un’auto e raggiungiamo Monaco per strada ? Pago io il noleggio” L’idea non e’ del tutto folle, in fondo in quattro o cinque ore potremmo esserci, comunque prima di notte, il vero problema e’ che non ho alcuna voglia di sorbirmi questa Donna Letizia per tutto il tempo, sto seriamente pensando di svicolare e fare il viaggio da solo.
Mi vede pensoso e aggiunge “Sai, per me questo convegno e’ importante, professionalmente e’ una promozione e non posso perderlo, sai come vanno le cose nel nostro mestiere” Ha un’aria implorante e disperata che me la rende ancora piu’ antipatica, non sono il tipo che ama fare le opere di carita’, chi mi conosce bene lo sa. “Se e’ per questo ho la macchina in parcheggio ma non sono sicuro di farmi un viaggio cosi’ in macchina, fammi riflettere”
Onestamente ci tengo anch’io ad essere
domani a Monaco, potrei raccontarle una balla e partire solo ma poi se riesce ad
arrivarci che figura ci faccio ? Non che tema il suo giudizio ma mi risulta che
sia una con la lingua lunghissima e molto pettegola nell’ambiente, magari si
inventa chissa’ cosa per vendicarsi e mi sputtana. Va bene, facciamo i Buoni
Samaritani, una volta ogni decennio lo posso anche fare, pero’ le leggo le
regole in anticipo, nella mia macchina io fumo, ascolto la musica che piace a me
e non amo chiacchierare o confessarmi con i compagni di viaggio. Non lo faccio
in modo cosi’ brutale ma deve aver capito, in fondo non e’ poi stupida visto
il mestiere che fa, mi segue trotterellando nel parcheggio ed in pochi minuti
siamo in viaggio verso
Non c’e’ traffico a quest’ora e
imbocchiamo
La guardo con la coda dell’occhio, deve avere una eta’ intorno ai quaranta visto che e’ nella professione da diversi anni, niente trucco su un viso regolare, neanche sgradevole, labbra carnose e guance paffutelle. La camicetta larga e la gonna a pieghe nascondono un fisico piuttosto florido, difficile da valutare ma in fondo non mi importa, e’ il tipo di donna, modello madre di famiglia tutta devota al marito ed ai figli, che non mi scatena interessi di nessun genere. Ripenso a Cinzia, al suo culo stupendo, a come lo muove per farmi godere, cazzo, ne ho voglia ancora !
Verso Bergamo mi chiede se puo’ telefonare ed io quasi mi incazzo della domanda, accidenti, ma faccio una impressione cosi’ stronza ed indisponente ? Non era una gentilezza, sono sicuro che mi voleva fare arrabbiare, non stiamo facendo passi avanti nell’amicizia.
Chiama il marito, gli spiega con accenni tragici l’avventura all’aeroporto, sembra che sia scoppiata la terza guerra mondiale e che le sia successa la disgrazia peggiore della storia, ma con chi mi sono messo in viaggio ? Poi gli ripete cosa c’e’ in frigorifero, cosa dare ai figli, di chiudere sempre le porte, di pulirsi bene le scarpe al ritorno, dove trovare i vestiti per domani, insomma adesso accendo lo stereo perche’ non la reggo piu’. Ma come si fa ad avere una donna cosi’ in casa per tutta la vita, suo marito e’ una martire. Pero’ una cosa la capisco bene “Sai caro, meno male che c’era Gabriella all’aeroporto, sai quella collega di Bologna, lei ha la macchina e andiamo insieme a Monaco. Sono stata fortunata, faccio un viaggio in piacevole compagnia, ho avuto fortuna e lei ti saluta anche se non la conosci”
Capito la nostra Patrizia ? Non dice al marito che al suo fianco c’e’ un uomo, tra l’altro abbastanza noto per apprezzare le donne, ma brava Patrizia ! Mi viene voglia di far sentire la mia voce, vorrei vedere come se la cava con il suo “caro”, che cretina !
Quando riattacca mi guarda con aria furba “Sai, non ho voluto dire a mio marito che ero con te, e’ terribilmente geloso e non avrebbe dormito tutta notte, povero caro. Di te si raccontano storie molto piccanti” L’ultima parola la dice con un lampo di malizia negli occhi, non la reggo proprio. “Senti Patrizia, non ho mai violentato nessuna donna, se vuoi lo chiamo io e gli garantisco che non ho alcuna intenzione di cominciare adesso. Vuoi che lo tranquillizzi ?” Intanto ho sulle labbra un sorriso cattivello, vorrei che chiudessimo il discorso cosi’, con una battuta e basta. Invece l’argomento sembra divertirla molto. “Gabriele, non mi dire che te ne sei fatta scappare qualcuna, l’ambiente e’ piccolo e mi ha parlato di te piu’ di una collega. Non sei un maniaco certamente ma birichino di certo”.
Cosa volete che risponda, mi limito a guardarla e a sorridere ma Patrizia ormai non la smette piu’.
“Certo, ti piacciono le donne belle e sensuali, le signore perbene fedeli al marito non hanno alcun interesse per te. Anche se a volte non sai cosa ti sei perso”. Ha le guance piu’ rosse, deve aver detto qualche cosa che ritiene molto trasgressivo ed eccitante, si stropiccia le mani con nervosismo aspettando la mia risposta che non arriva.
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