(Parte prima)
E-Mail gabrielearcangeli@yahoo.it
Piove, piove senza interruzione da almeno
Marcella, ho fatto bene a chiamarla quando sono partito da Roma, ero solo e abbastanza annoiato, ero solo in macchina e mi andava di passare qualche minuto in compagnia.
“Ciao Marcella, Gabriele, ti disturbo ?”
L’ho chiesto per educazione ma anche perche’ mi e’ sembrato che la mia voce l’avesse a dir poco sorpresa. “No, Gabry, anzi mi fai piacere, aspetta un attimo che mi metto comoda sul divano, hai fatto bene a cercarmi. Forse e’ stata telepatia perche’ questa mattina ti ho pensato appena sveglia”
Mi viene da sorridere, per un momento cerco di immaginarla al risveglio, la penso nel suo lettone con tuo marito al fianco, non so se lui esca prima, morbida e calda che si stira come una gatta.. “Mettiti comoda, sto tornando solo da Roma e sulla A1 e mi annoio, ho bisogno di una voce amica che mi tenga compagnia, la radio dice che piu’ avanti trovero’ pioggia, speriamo in bene, non ci vuol niente perche’ si blocchi l’autostrada e allora mi dovresti ospitare tu per la notte”
La battuta la fa ridere, mi piace come lo fa, ha una voce profonda e sensuale, in effetti lei abita in una citta’ a circa meta’ strada dalla mia meta. “Lo sai Gabriele che avrei qualche difficolta’, tutti i letti sono occupati qui e poi mio marito non e’ abituato ad accogliere viandanti infreddoliti nel suo letto. Peccato pero’, l’idea mi sorride, non poco”
Con Marcella ci siamo scambiati diverse e-mail, prima discrete poi sempre piu’ infuocate, praticamente non ci conosciamo se non per la voce e qualche piccola foto fatta con il cellulare, particolari, niente viste intere. E’ una signora sposata, mi ha detto che ha 35 anni ma non amo indagare, due figli gemelli, maschi entrambi, un marito che lei definisce “buon padre di famiglia”, insomma una buona “madre di famiglia”, segretaria part-time in una azienda di trasporti.
Mi e’ piaciuta subito questa sua normalita’, dopo aver letto le sue lettere mi sembrava di riconoscerla nelle signore che incontravo le rare volte che entravo in un centro commerciale, insomma l’ho sentita subito famigliare ed entrare in confidenza con lei e’ stato facilissimo.
“Potrei accontentarmi del divano in soggiorno ma ho paura che soffrirei di sonnambulismo, non vorrei trovarmi ad un certo punto nel lettone in mezzo tra te e tuo marito, cosa gli raccontiamo ? E se mi butta fuori sotto la pioggia mezzo nudo ? Ok Marcella, non ti chiedero’ ospitalita’.”
“Pero’ passerai vicino a me, Quanto ti manca
all’uscita di XXXXXXXXX ?” “Credo
circa
La sento ridere e mi sembra che il tono sia ancora piu’ sensuale “ I cattivi pensieri mi vengono spesso, lo sai, anche questa mattina se e’ per questo. Pensavo di scriverti che cosa ho pensato al risveglio” Fa una pausa e poi riprende “Magari e’ meglio che ti lo dica a voce, si mi piacerebbe……. a te no ?”
“Volentieri Marcella, finche’ la batteria del cell resiste, si puo’ fare, pero’ tra poco ci sono gallerie e magari ci perdiamo. Ma mi incuriosisce molto quello che hai da dirmi”
Dall’altra pausa c’e’ una pausa, come se stesse cercando le parole. “Intendo di persona, mi piacerebbe incontrarti anche se solo per un attimo” Adesso tocca a me fare una pausa, non me lo aspettavo ma l’idea mi attira subito, non poco, anzi molto.
“Piacerebbe molto anche a me ma non ho molto tempo e nemmeno tu credo”
“E’ una idea pazza che mi e’ venuta adesso, ti sento molto vicino e la tentazione e’ forte, almeno per me. Magari solo per pochi minuti, mi piacerebbe vederti. Hai ragione, io devo essere a casa per la cena, no, forse e’ una idea folle, scusami”
La stagione sta peggiorando, qualche goccia di pioggia bagna il parabrezza ed il traffico rallenta.
“Si, e’ una idea pazza ma tu lo sai che sono quelle che adoro, sono le 15:30, se non ci sono grossi problemi potrei arrivare da te alle cinque, tu riusciresti a venire al casello a prendermi ? Magari solo per un drink insieme”
La sua risata adesso e’ ancora piu’ allegra e sensuale “Gabriele, tu sei piu’ pazzo di me ed e’ per questo che mi piaci, la facciamo davvero questa mattata ? L’idea di vederti e di stringere la tua mano mi toglie il respiro, sono emozionata ed eccitata come una ragazzina al primo appuntamento”
Adesso sono io che sorrido “Dai, Marcella, non abbiamo piu’ l’eta’ per fare i ragazzini, pero’ anch’io sono molto eccitato al pensiero, spero solo di arrivare in tempo per qualcosa di piu’ di una stretta di mano”
“Io devo tornare a casa per le sette, vediamo quanto tempo ci rimane. Comunque soltanto incontrarti per un attimo mi fa venire strani brividi, ci credi ?”
So che cosa intende Marcella, mi parla sempre dei suoi “brividi”, anch’io ho voglia di incontrarla anche se pochi minuti ad una casello autostradale non e’ proprio quello che mi puo’ soddisfare.
Adesso la pioggia sta scrosciando e iniziano le prime gallerie, ci salutiamo alla svelta e le prometto di chiamarla di nuovo appena mi avvicino all’uscita dell’autostrada.
Guido con attenzione ma il pensiero vola a Marcella, cerco di ricordarmi cosa mi ha detto di lei ma oltre le sue fantasie ed i suoi sogni erotici direi che so ben poco. Un paio di foto, piccole e scattate con il cell, ritraevano una figa paffuta e depilata, due tette grosse e niente altro. Un po’ poco per farsi un’idea della persona ma piu’ che sufficienti per fari venir voglia di approfondire, non e’ l’aspetto esteriore che mi eccita nella donna ma la sua capacita’ di coinvolgermi e farsi coinvolgere nei giochi sessuali e da quello che Marcella mi ha scritto la sua fantasia e le sue voglie sono esplosive..
Adesso sto procedendo piu’ lentamente a causa della
pioggia e del traffico, ho l’impressione che arrivero’ tardi e adesso che mi
sono messo i testa di incontrare Marcella, fatico
a rinunciarvi. Rifaccio i calcoli e dovrei arrivare con una mezzora di ritardo,
potrebbe andare peggio ma poi quando mancano meno di
La chiamo al cell per dirle che non ce la facciamo e lei mi risponde subito “Gabriele, sei arrivato ? Dove sei ?” la mia voce suona dispiaciuta “No Marcella sono bloccato in fila, non manca molto ma se va bene arrivo tra un’ora, credo che non riusciremo a vederci”
“Io sono gia’ all’uscita del casello, ti aspetto, quando arrivi esci, anche solo per un bacio, non resisto alla voglia di vederti. Ti pensero’ mentre arrivi, guida con prudenza”
La saluto e guardo la strada, piove a dirotto, scendono anche alcuni grossi fiocchi di neve ed ormai e’ buio, insomma una serata da lupi. La fila si muove piano, grossi TIR rombano sulla corsia di destra, non ho idea di quanto ci vorra’ per riprendere correre. Suona il cell ed e’ Marcella “Gabriele, volevo dirti che non resisto alla voglia di incontrarti, mi sono vestita come piace a te, non essere imprudente ma cerca di arrivare prima che puoi” Glielo prometto ma il suo tono di voce e’ ancora piu’ roco e sensuale, adesso i brividi vengono a me, non alla schiena pero’.
Per fortuna in una ventina di minuti supero la strettoia ma
poi il buio, la pioggia e la neve, rallentano il traffico, arrivo all’uscita
che sono le sei passate, al casello chiamo Marcella e lei mi risponde al primo
squillo “Marcella, sto uscendo dove sei ?” “Esci e prendi la prima a
destra, c’e’ un ristorante dopo
Seguo le indicazioni e quando parcheggio di fianco alla sua auto sono le 18:30, tardi, tardissimo. Il parcheggio e’ vuoto e buio a qualche decina di metri dalla strada, I vetri della sua macchina sono appannati e dentro c’e’ buio, la chiamo con il cell e mi dice di salire al suo fianco. Esco nella pioggia e di corsa apro la portiera, non ho tempo di osservare Marcella al posto di guida che la luce si spegne.
Resto per un attimo immobile poi mi volto verso di lei, nell’oscurita’ vedo poco, soltanto la sua voce mi conferma che non mi sono sbagliato, e’ indubbiamente Marcella. “Ciao Gabriele, grazie per essere arrivato, a questo punto non sarei riuscita a rinunciarci” La guardo con gli occhi che si stanno abituando al buio e vedo una bella signora, capelli scuri alle spalle, forme abbondanti, non mi ero sbagliato, e’ immobile e guarda fissa in avanti, si sente osservata e capisco che la sto mettendo a disagio.
“Marcella, almeno potremmo presentarci e stringerci la mano, cerchiamo di essere educati, no ?”
Allungo il braccio e le prendo la mano, soltanto allora gira il viso verso di me, ha gli occhi spalancati e brillanti, anche lei mi guarda finalmente. “Allora Dottor Arcangeli, deluso ?” Mi metto a ridere e le rispondo “Signora Marcella, le avevo detto che non ero Tom Cruise ! Delusa ?”
Una risata allenta la tensione, mi piace vederla sorridere, ha un viso simpatico e allegro, ci stringiamo la mano. Fiori piove a dirotto ed il rumore forte sul tetto della macchina rende l’ambiente intimo e caldo. Riaccende il motore per non farci raffreddare ed io con mossa rapida le metto un braccio sulle spalle e la attiro a me, prima di chiuderle le labbra con le mie la sento ansimare, poi anche lei mi stringe e mi divora la lingua.
Mi piace come mi bacia, con foga e tenerezza, le sue labbra sono morbide e calde, insinuo l’altra mano nella scollatura e scopro che non ha reggiseno, mi sollevo un momento e mi sussurra “Ti piace come mi sono vestita ? E’ come piace a te vero ?” Da come le accarezzo i seni capisce che la mia risposta e’ affermativa.
“Ma se vuoi controllare ho fatto di meglio” Mi prende una mano e la infila sotto la gonna larga, ci trovo una figa nuda e bollente, adesso comincio davvero a sentire una certa costrizione nei miei calzoni.
Marcella allontana il suo sedile e lo abbassa allargando le gambe per fare spazio alla mia mano, ha le labbra paffute e in mezzo un lago di umori, passo il dito lungo tutto lo spacco e mi fermo in cima a titillare il clito, e’ piccolo ma duro. Intanto la sua mano mi accarezza in mezzo ai calzoni ma non e’ facile liberare la mia asta, mi sollevo un momento e finalmente e’ tra le sue mani. Non ha smesso di baciarmi, e’ una furia. “Gabriele, finalmente sei mio, temevo che non ce l’avresti fatta, mi sono dovuta masturbare nell’attesa, non resistevo piu’ senza di te”
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