********* Il cinema *************

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Piu’ che una casa direi che e’ una villa, sono arrivato davanti al cancello e adesso la vedo bene illuminata dal sole che tramonta. Davanti c’e’ un giardino ampio e alberato,poi la casa composta un corpo centrale su due piani e mansarda, le rimesse sono di fianco con sopra un altro piano. Silvia mi aveva detto “ vedrai la mia casetta” quando mi aveva dato l’indirizzo ma se non ho sbagliato e’ qualche cosa di piu’, senza  inutili fronzoli una villa alla periferia della citta’

Le faccio uno squillo al cellulare e lentamente si apre il cancello davanti al quale sono fermo con l’auto,  d’istinto cambio idea, faccio retromarcia e parcheggio la macchina sul ciglio opposto della strada, riesco ad entrare prima che le ante si richiudano. Non so perche’ ma l’idea di avere la macchina imprigionata nel parco mi ha spaventato, cammino svelto sino alla porta che vedo socchiusa, la spingo e sono dentro. L’ingresso e’ ampio con una scala grande sulla destra ma non ho tempo di osservare l’ambiente, Claudia mi sta venendo incontro splendida e sorridente.

L’avevo vista in cam ma dal vero l’effetto e’ completamente diverso, rimango immobile a guardarla. Non tanto alta, capelli scuri a baschetto, occhi vivaci e una bocca stupenda. Questa l’avevo gia’ notata ma adesso cosi’ sorridente mi fa ben altro effetto. Ha una vestaglia leggera, un poco larga che invece di nascondere sottolinea la sua linea florida, il seno ed i fianchi forse sono abbondanti ma nel complesso e’ una trentottenne nel pieno della sua femminita’. Esitiamo solo un attimo poi mi viene vicina e mi abbraccia, il profumo e la sua morbidezza mi fanno girare la testa.

Mi abbandono al piacere di stringerla tra le braccia, calda, morbida, mi aderisce addosso completamente ed il suo profumo di donna e’ travolgente. Senza una parola mi ritrovo la sua lingua in bocca che cerca la mia, sono senza fiato. Poi mi guarda dritta negli occhi  e mi sussurra.

-- Finalmente, avevo paura che venissi, ti ho detto al telefono che questa sera mio marito e’ fuori, non vedevo l’ora di conoscerti di persona. Certo la chat e’ bella, il cell anche ma…..il vero Gabriele e’ un’altra cosa.

Il mio sorriso testimonia oktre ogni dubbio che ha ragione, il virtuale e’ nulla paragonato al reale.

-- Spero di non averti delusa. Sai che sei diversa dalla web cam ? Cambiala, non ti rende giustizia.

 Sorridendo mi prende per mano e mi porta in soggiorno, c’e’ un tavolo con sopra bicchieri e una cena fredda, ci sediamo sul divano vicini e con la mano nella mano. Claudia sembra davvero felice di essere vicina a me, io sono ancora stordito dalla sorpresa e non smetto di guardarla. Davvero e’ una bella donna, adesso che la vestaglia si e’ aperta ammiro anche le cosce abbondanti ed il seno bianco e morbido. Avrei voglia di esplorare subito le sue curve ma non voglio aggredirla, in fondo ci siamo incontrati solo da qualche minuto.

 -- Perdonami ma io non so cucinare e la donna l’ho messa in liberta’ questa sera, anche mia figlia e’ uscita con il suo ragazzo, insomma siamo io e te soli, rilassati.

 -- Non sapevo che tu avessi una figlia, mi avevi parlato del tuo ragazzo che se non sbaglio ha quattordici anni, quanti anni tua figlia ?

-- Silvia ne ha quasi ventuno, l’ho avuta prima di sposare Giorgio, diciamo un peccato di gioventu’ ma ogni giorno ringrazio il cielo di averlo fatto. Stefano, il mio bambino e’ nato molto dopo e adesso e’ con la nonna al mare. Siamo soli e abbandonati da tutti. Un uomo ed una donna…..

 Adesso comincio a sentirmi piu’ a mio agio ed il calore del suo corpo al fianco del mio non mi permette di  partecipare alla conversazione con attenzione. Con una mano le accarezzo la coscia e scosto di piu’ la vestaglia, Claudia ha uno slippino nero e un reggiseno di pizzo dello stesso colore, forse sono maleducato ma il mio sguardo e’ come calamitato verso il basso e lei se ne accorge.

-- Scusa se ti accolgo cosi’ ma la serata e’ calda e poi a casa mi piace sentirmi libera. Ma mettiti anche tu a tuo agio, togliti la giacca.

Lo faccio volentieri, ho un giubbetto smanicato ma l’effetto che mi fa  Claudia  e’ di farmi sentire caldo, mi alzo e lo tolgo. Insieme andiamo al tavolo e ci serviamo. Non mangio molto, brindiamo al nostro incontro chiacchierando piacevolmente finche’ ci ritroviamo di nuovo sul divano. Ma lei adesso si toglie i sandali e si accoccola sul divano infilando i piedi sotto la mia gamba, ormai la vestaglia non nasconde nulla, io quasi senza pensarci le accarezzo le gambe. Sorridendo le apre leggermente e resto abbagliato dal pelo scuro che esce dagli slippini, si vede che nascondono a fatica una passera morbida e calda. Allungo la carezza e arrivo alla pelle setosa dentro le cosce, sfioro lo slip e lo sento caldo e morbido.

-- Allora dici che devo buttare la cam ? Trovi che io sia meglio cosi’ ?

-- Non c’e’ confronto, Claudia, ma credo che niente possa rendere quello che sto accarezzando adesso.

Sorride soddisfatta e apre le cosce di piu’

-- Controlla  pure con attenzione e mi darai il giudizio completo.

 La sua risata e’ calda, direi piu’ roca e profonda, non so se e’ la mia impressione. Si avvicina  e mi prende il viso tra le mani, di nuovo la sua lingua guizza nella mia bocca, non sono certo ma il fastidio che ho nei calzoni mi dice che c’e’ dentro qualche cosa che non e’ a suo agio. Senza ritegno la accarezzo tra le gambe a piene mani e lei si abbandona, anzi mi facilita l’accesso alla sua intimita’. E’ calda, morbida, non penso di resistere ancora molto, anzi, non ce la faccio proprio. La distendo sul divano e inizio a baciarle le gambe, lei si e’ aperta la vestaglia ed ho davanti tutto il suo corpo sottolineato dall’intimo nero e minuscolo. 

Risalgo verso il seno e lo prendo tra le mani, e’ sodo e abbondante, sento sul palmo i capezzoli duri. Cerco di abbassare il reggiseno ma non e’ facile, lei ride e sollevandosi se lo toglie in modo teatrale lanciandolo sul tappeto prima di abbandonarsi di nuovo alle mie carezze. Ormai le sto baciando e mordendo i seni come un assatanato, mi piacciono cosi’ sodi e burrosi con i capezzoli duri sottolineati da aureole larghe e scure.

Sento le sue mani armeggiare sulla mia cintura, con un sorriso mi sollevo e mi sfilo i calzoni e gli slip,  rimango solo con la t-shirt.. Finalmente liberata l’asta e’ dura e dritta davanti a me, vedo lo sguardo soddisfatto di Claudia ma non ho tempo di rallegrarmi. Sono ancora in piedi ed in un attimo la sua bocca lo raggiunge, sono paralizzato dal piacere. Ci sa fare davvero, con due mani mi accarezza le palle, la lingua scivola lungo la verga, con le labbra mi succhia la punta, niente e’ abbandonato a se stesso.

-- Bello…..questo l’avevo visto in foto ma…hai ragione….dal vero e’ un’altra cosa. Poverino, guarda come gli piacciono le mie coccole, come facevo a lasciarlo imprigionato dentro.

Forse sorrido, non so, sono troppo preso dalle sue carezze per riuscire ad organizzare una risposta. Cerco di allungare le mani ma lei mi ferma.

-- No, Gabri, ti prego lasciami giocare con il mio giocattolo. Mi piace vedere come gradisce le mie coccole, e’ durissimo e cosi’ gustoso.

Gradisco i complimenti ma la sua bocca e le mani mi stanno facendo impazzire dalla voglia, non riesco a tenere le mani a posto. Quando divento aggressivo si blocca di colpo.

-- No Gabriele, non qui. Seguimi ti prego

Mi prende per mano e mi fa alzare, mi sento un po’ buffo con la t-shirt e la mazza rigida tra le gambe ma Claudia mi trascina con decisione in corridoio e poi al piano superiore dentro la camera da letto facendomi sedere sul letto.

Sono un po’ frastornato e non reagisco quando mi denuda completamente, mi guardo intorno con curiosita’. La camera e’ grande con un  lettone al centro e l’unica cosa che mi colpisce e’ un gran televisore accanto alla parete, non amo guardare la tv a letto ma il pensiero mi scompare in un lampo. Si., perche’ Claudia e’ in piedi di fronte a me, nuda con solo gli slippini neri e mi sorride passandosi la lingua sulle labbra.

-- Rilassati, non essere affrettato, voglio che giochiamo come piace a me, Te lo avevo detto che sono un po’ perversa, ti piacciono le perverse no ?

Le sue parole non riescono a preoccuparmi, mi piace vederla dal basso in piena luce, i seni gonfi, i capezzoli lunghi e rigidi, il ciuffetto nero che esce dagli slippini, mi abbandono senza reagire. Adesso mi accorgo anche di uno specchio molto grande che e’ sulla parete opposta al televisore e riesco a vedere Claudia a 360 gradi. Decisamente mi piace questo gioco, Claudia e’ nel pieno della femminilita’, il suo corpo maturo e morbido mi piace sempre di piu’ adesso che riesco ad apprezzarlo in tutti i suoi particolari. Le chiappe sono ampie e immagino come sarebbe bello accarezzarle e baciarle.

Mentre questi pensieri mi occupano la mente devo aver assunto una espressione assorta, lei mi guarda compiaciuta sorridendo.

-- Vedi che piace anche a te giocare cosi’ ? Voglio assaporare ogni momento con te, gustarmelo senza sprecare un attimo.

Allungo le mani per abbassarle gli slippini ma si allontana ancheggiando, sembra che stia sfilando davanti a me.

-- Non essere impaziente Gabriele, vuoi vedere cosa c’e’ sotto ? Te lo mostro io, tu stai fermo e lasciami fare

E’ piu’ facile dirlo che farlo, sono nudo, disteso sul letto con la verga dritta e davanti una donna stupenda che mi eccita e mi tenta. Cerco di sorridere ma deve essere una smorfia perche’ la vedo ridere allegra. Si avvicina di nuovo ancheggiando e quando e’ tra le mie gambe si scosta lentamente la stoffa nera e mi mostra il suo boschetto, in alto si vede la puntina rosa, dura, lunga, mi scopro a leccarmi le labbra.

-- Si, cosi’, guarda il mio bottoncino, immagina di posarci sopra la lingua e accarezzarlo. Anzi lo faccio io, guardami

Con la mano libera si scosta il pelo e strofina con un dito il clito, sento che ansima ma ormai ho capito che non devo prendere iniziative. Si abbassa su di me e me lo avvicina alla bocca con aria maliziosa.

-- Adesso dagli un bacio, ma piccolo e dolce, fai il bravo, fagli una coccola.

Il profumo di femmina mi inebria, allungo la lingua e ne sento anche il sapore acre ed eccitante. Con leccatine rapide cerco di aspirarlo e devo fare effetto perche’ lo sento avvicinarsi e finalmente lo aspiro tra le labbra. Sento Claudia che ansima sempre piu’ forte e vedo nello specchio che si inarca, il mio bacio comincia a fare effetto, comincia a sciogliersi e adesso spinge contro la mia bocca, sento il suo succo bagnarmi il mento. Il cazzo e’ talmente duro che quasi mi fa male ma ormai non credo che ci vorra’ tanto per alleviare la sua tensione, Claudia si sta sciogliendo, ha allargato le gambe e si e’ scostata la stoffa in modo che possa leccarle anche dentro la figa che cola come una fontana.

Ormai sono deciso a prendere in mano la situazione, sono sicuro che non si tirera’ indietro. Dallo specchio vedo il culo che spinge e ondeggia, sta partendo completamente.

Di colpo mi blocco, sento il rumore del cancello automatico che si apre e lo scricchiolio delle gomme di un’auto che sta entrando, per un attimo mi manca il respiro. Accidenti se il marito e’ rientrato in anticipo mi trovo nella classica situazione da stupido. Meno male che ho lasciato fuori la mia ma non ho proprio voglia di calarmi dalla finestra e fuggire nudo come in un pessimo romanzo d’appendice.

Claudia si accorge della mia reazione e mi guarda sorridente.

-- Dai, Gabri, non preoccuparti, e’ mia figlia che rientra. Lei sale direttamente in camera dal garage, non aver paura.

Sono un po’ rassicurato ma non devo sembrare troppo rilassato, l’ultima cosa che vorrei e’ di trovarmi alle prese con un marito incazzato proprio adesso che la tensione sta arrivando al massimo.

-- Silvia doveva rientrare piu’ tardi, scommetto che si e’ portata il fidanzato a casa. Che ragazza birichina ! Tutta sua madre, alla sua eta’ non pensavo ad altro ma purtroppo non avevo la comodita’ della camera da letto a disposizione quando volevo.

CopyRight Gabriele Arcangeli 2004

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